Il Maestro Giardiniere

UN MESE IN GIARDINO: GIUGNO

Il sole di questo mese asciuga l’umidità della notte e la rugiada di primo mattino. Un lavoro in più per il giardiniere: inizia la stagione dell’annaffiatura. Il giardino, come l’orto, dopo l’avvio entusiasta di aprile e maggio, dopo gli acquisti nei garden center e l’assalto alle mostre floricole di mezza Italia, si è arricchito ancora di più. Ora le piante hanno bisogno delle prime cure. Servono i tutori per l’allungamento dei rampicanti, clematidi in testa, dei gelsomini e del glicine, decollato con i suoi tralci che si allungano a vista d’occhio e che necessitano dei primi accorciamenti. Anche in balcone non si sta a guardare: i vasi che ospitano le erbette ornamentali si asciugano in fretta con l’aumento della temperatura; gli oleandri aprono i primi boccioli e un cucchiaio di fertilizzante lo gradiscono quanto un aperitivo prima di cena. Lo sa bene la signora Maria, che cura con la massima attenzione tutte le sue creature, per l’esattezza settantaquattro vasi sparsi su tutta la superficie del balcone.

AGAPANTHUS umbellatus
AGAPANTHUS umbellatus

Nel suo disordine ordinato, le piante sono incastrate come nella scacchiera di Kasparov. Nessuno, tranne lei, potrebbe ricordarsi di quel vasetto di MELISSA officinalis proprio dietro la ciotola di AGAPANTHUS umbellatus. Già proprio lui, il fiore simbolico dell’inizio dell’estate di quella mezza Italia che possiede il sole tutto il giorno in abbonamento a costo zero. Giugno è il mese della LAVANDA angustifolia, dagli steli alti profumatissimi, che le nostre nonne mettevano a seccare e confezionavano in sacchetti per profumare la biancheria. Profumi d’altri tempi… Il profumo rimane un mio chiodo fisso, non perdo occasione di ribadire che un giardino è tale solo se, oltre la rappresentazione floreale, emana anche profumi nel corso delle stagioni. Ma giugno è anche il mese della chiusura delle scuole, l’equivalente di vacanze. E al giardino, al terrazzo, chi ci pensa? Immaginare che al nostro rientro, beati ed abbronzati, le surfinie e i gerani siano lì ad aspettarci colmi di fiori, è come sperare di fare goal tirando dallo spogliatoio. Sì, a loro mancherà molto la presenza giornaliera della signora Maria, che toglie i fiori sfioriti e somministra regolarmente, ogni dieci giorni, una passatina di fertilizzante idrosolubile miscelato nell’annaffiatoio. Per la verità ho sempre rifiutato l’idea delle vacanze in periodi in cui le piante mi reclamano o sentono il bisogno della mia vicinanza. Nel mio orto, ad esempio, a giugno maturano i primi pomodori “Cuore di Bue” e non mi perdonerei mai il mancato raccolto, così come, nel giorno di San Giovanni, devo raccogliere le noci per l’immancabile nocino, uno dei prodotti più richiesti da chi viene in visita al mio bosco-giardino. E poi l’aglio e le cipolle da conservazione, da essiccare al sole, o la raccolta della camomilla per l’infuso tranquillante e rilassante di cui, con i tempi che corrono, prevedo un largo consumo! Anche il frutteto dà i primi raccolti: le pesche piatte a fine mese; le susine “Goccia d’Oro” o le prime pere precoci “Mirandino Rosso”, succose ed aromatiche, ottima combinazione con il formaggio di fossa di Novafeltria. A metà mese si staccano le albicocche “Reale d’Imola”, le migliori albicocche che il Signore abbia inventato, prima di andare in vacanza anche lui. E poi le decine di alberi di ciliegi, che crescono ai margini del mio bosco: dalla prima settimana del mese diventano interamente rossi. I loro rami si caricano di ciliegie in tale e tanta quantità da indurre nuvole di uccellini a banchettare, in un cinguettio ininterrotto dal mattino a tarda sera. Sotto i filari del frutteto ho sistemato le lunghissime bordure che raccolgono la mia intera collezione di erbacee perenni da fiore, ormai oltre mille piante tra specie e varietà, un accavallarsi di fioriture per tutta l’estate, attraversate da un danzare di farfalle multicolori. 

HELIANTHUS helianttoides
HELIANTHUS heliantoides

I fiori gialli di ACHILLEA millefolium, RUDBECKIA triloba, HELENIUM helianthoides, rappresentano i colori dell’estate, insieme a fiori rossi come la KNIPHOFIA uvaria, MONARDA dydima ed ECHINACEA purpurea. Un fiume di colori in piena, che rimango incantato a guardare. Tutto questo necessita giornalmente del giardiniere del fare, o meglio del tuttofare. Non faccio mancare niente alle mie piante, creature viventi alla pari di Ragù, il mio cane bastardo di pura razza bolognese. A proposito di animali, debbo un cenno di riconoscenza anche ad Ugo, il mio scoiattolo assistente giardiniere, che segue il mio lavoro dall’alto dei pioppi neri secolari, spostandosi di ramo in ramo per capire se l’oggetto dei miei raccolti può interessarlo ed eventualmente carpirmelo.

LA VEDETTE DEL MESE

La pianta che ho scelto per giugno è la BUDDLEIA davidii, meglio conosciuta come il fiore delle farfalle per la fioritura dai colori diversi e per le sue varietà profumate, che hanno la caratteristica di catturare l’interesse delle farfalle. Queste arrivano a nuvole durante la sua fioritura, che prosegue per tutta l’estate. L’arbusto raggiunge un’altezza di un paio di metri e si colloca bene come pianta isolata ed altrettanto come pianta in composizione di siepi miste o gruppi assemblati. Ama il pieno sole e cresce in qualsiasi tipo di terreno. Anche in zone litoranee produce copiose e ininterrotte fioriture. E’ da considerarsi una specie suffruticosa; gli inverni gelidi, pertanto, tendono a cuocere i terminali dei rami, giusto motivo per praticare energiche potature a fine inverno: durante l’estate ne sarà riconoscente. 

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1 giugno 2016

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