Il Maestro Giardiniere

23 maggio…nel frutteto

bolla del pesco
bolla del pesco

In questi giorni nei quali le ciliegie cominciano a prendere colore mi attivo per tenere alla larga la mosca che le assedia con un intruglio assolutamente privo di pericoli chimici per la salute degli uomini, dell’ambiente e delle piante da frutto. È solo un metodo per così dire brutto da vedere perché le bottiglie di plastica, che contengono l’esca irresistibile per i parassiti, vanno appese ai rami e dopo breve tempo sono piene di inquietanti inquilini caduti dentro per troppa ingordigia. Dovrò poi raccogliere manualmente le foglie che sui peschi, una qui e una là, cominciano ad ammalarsi di bolla. Faccio questa operazione pensando ai fatti miei, e intanto, con un impegno davvero per nulla oneroso, evito un trattamento e riesco a rallentare di parecchio il progredire della bolla.

ACTINIDIA chinensis
ACTINIDIA chinensis

Poi dedicherò qualche ora, sul fare della sera, alla concimazione fogliare a base di magnesio delle actinidie per ovviare ai problemi di ingiallimento e seccume delle foglie, che spesso vengono interpretati come classica clorosi e invece è carenza di magnesio. Per riportare in piena salute e far tornare ben verdi le actinidie ho imparato a irrorare la vegetazione con un prodotto a base di ossido di magnesio e ossido di calcio, in ragione di 3 g per litro di acqua. Ho sperimentato i benefici anche su altre due piante che vanno soggette alla clorosi magnesiaca: il glicine e il melograno.

Se non riesco oggi, sarà il primo impegno di domani: il diradamento delle albicocche, lasciando tra una e l’altra almeno lo spazio di una noce, sennò i frutti rimangono piccoli e insapori.

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19 maggio 2016

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